tunnel borbonico

Napoli sotto… e sopra!

«Robby…ci sei?»

«…hey Ciro scusami ma stavamo vedendo la partita del Napoli e non stavo davanti al computer.»

«Ma no, figurati. Senti, ti volevo dire una cosa, io mi sono fatto raccontare da mamma di quando hai fatto il tema sul cimitero delle fontanelle, hihihihi…pensavo fosse uno scherzo ma allora è vero.»

«hahaha…si Ciro è vero e la maestra subito chiamò mamma perché a 7 anni voler visitare delle cape di morto non è molto…felice.  Ed invece l’altro giorno mi è capitato di vedere un filmino, era la tua comunione e c’era tuo padre che recitava a livella di Totò…che allegria eh.»

«Ma lo sapevi a cosa, forse, si è ispirato il principe per scrivere quei versi?»

«Ecco qua Roberta, non ti posso dire niente che subito inizi il racconto…ne hai sempre una pronta tu…

Scherzo, comunque mi interessa…dici.»

«Eh grazie…» si dice che ispirato ai cunicoli nel cuore del quartiere Stella dell’attuale Rione Sanità, il suo quartiere tra l’altro. Quei cunicoli che fanno parte delle catacombe di San Gaudioso, il primo esempio di area cimiteriale che è di epoca paleocristiana. La tradizione vuole che lui, Gaudioso, abbia vissuto lì fino alla morte, dopo aver fondato un monastero ed essersi così anche guadagnato la fama di santità. La vicino, quasi negli stessi anfratti, praticamente scendendo una scala vicino la chiesa dell’incoronata a Capodimonte, si trova l’accesso per le catacombe che vennero usate per raccogliere i resti mortali di quello che fu prima vescovo e poi santo patrono della città -Sant’Agrippino – Ma ovviamente con tutto il rispetto per Agrippino, quando negli stessi luoghi vennero portate le spoglie del martire Gennaro tutto cambiò, questo “cimitero” iniziò a diventare luogo di culto tanto da prendere il nome che attualmente ha –Catacombe di San Gennaro– non per niente è il protettore.

«Come al solito ti sei dilungata alla grande, io ti dico delle fontanelle e tu mi parli di San Gennaro.»

«Uh e come la fai pesante, ho fatto una piccola deviazione, e poi Ciro un po’ di storia non ti fa male.»

«Ogni volta che andavo a trovare zia Maria, suora al convento, ci passavo vicino e chiedevo sempre a papà di portarmi, ma lui saggiamente sviava il discorso, perché ovviamente andare a 7 anni a vedere…quasi 40 mila cape di morto non è poi così carino.»

Un posto mistico e a tratti macabro. Nasce per dare pace ai morti per peste e colera a Napoli e si ritrova oggi ad essere luogo di visita, di culto e a volte di grazia. Il cimitero delle fontanelle…il nome non aiuta a capire, lo so, e per questo che viene anche chiamato il cimitero delle capuzzelle. Tra tutte ce ne sono un paio famosissime, una più di tutte, quella di Donna Concetta, che ha la testa sempre lucida e mai con un granello di polvere e se consideri che il posto è all’aperto la cosa ti suona decisamente strana. Ti accorgi che è famosa perché è quella che ha più reliquie di tutti…pur di lasciare qualcosa le persone mettono anche sigarette e biglietti della metropolitana, ed è proprio qui che il sacro si unisce al profano; tu ti affidi ad un “anima ” e se questa ti rende grazia, tu le rendi omaggio eterno costruendole una teca per ringraziamento.

 

«Mamma mia…abbastanza macabro.»

«Ovviamente già la storia in se mette un po’ di ansia…il luogo ci mette il suo.»

«Eh ci credo…è come se in un film horror tutto accadesse di giorno…lo scenario ha il suo perché.»

«Dal basso verso l’alto, ogni strato di questa città ha qualche cosa da raccontare.»

 

«Napoli nasce dalle sue stesse radici e cresce guardando il cielo.»

 

«E quando dico nasce…lo dico nel vero senso della parola perché all’interno della chiesa di San Lorenzo Maggiore, è presente il più rilevante sito archeologico nel centro storico di Napoli. A dieci metri di profondità, sotto la chiesa, è stato ritrovato il  macellum…il mercato praticamente. Botteghe, forni, vasche e mercati coperti…come l’attuale porta nolana…forse un po’ più silenziosa. E visto che non ci facciamo mancare niente…anche un’acquedotto che serviva per incanalare i flussi di acqua sfruttando le pendenze naturali. Un pezzo di Storia greco romana.»

«Sempre in una chiesa successe un fatto che a me fa ridere… Napoli se ne cade di chiese, quasi 200 solo giù al centro. Diversi anni or sono, pur di non interrompere la celebrazione nella chiesa dell’Annunziata sottoposta a lavori di restauro per un incendio, l’illustre Vanvitelli realizzò una chiesa sotterranea proprio in corrispondenza della cupola dove, oltre a celebrare messe, espose le opere superstiti all’incendio. Un particolarissimo e suggestivo seminterrato…insomma pure la messa nel “sottosuolo”.»

«hahaha… vabbè visto che ce ne sono più di 200 hai ampia scelta…»

«Vabbè a volte ci sono dei posti per cui vale la pena…posso dirti che a volte un po’ di sacrificio ti permette di godere di posti magnifici.» 700 metri di tunnel…la grotta di Seiano,  il passaggio obbligato per accedere al parco archeologico ambientale del Pausilypon.

«Ammira Ciro ammira uno dei panorami più belli, da Bagnoli alla Gaiola, un parco che racchiude in sé, natura, storia, bellezza e pure resti archeologici, quelli non mancano mai. La villa Pausilypon è uno di questi, uno spettacolo per gli occhi e l’anima.»

 

«Mi stai facendo immaginare un mondo…comunque mi sto informando per i biglietti aerei e con il lavoro in pizzeria mi sto mettendo da parte i soldi.»

 

«Continua a raccontare voglio sapere che altro ci sta sottoterra…ma poi non ho capito, non mi accompagni».

 

«Nooooo…otto proprio no. Ti organizzi con Anna e con Luca o posso chiedere a Valeria.

Vabbè tu ancora devi prendere i biglietti e già stiamo pensando a quale autobus prendere.»

«Sai che è…25 metri sotto, nelle viscere. Lo so che è un ritorno al passato per rivivere quei momenti che fortunatamente abbiamo solo sentito dai racconti dei nostri nonni.» La Napoli della seconda guerra mondiale, assediata dai bombardamenti, si rifugiava nelle vecchie cisterne che  furono  poi riorganizzate e adattate come ripari. «Uno di questi posti sta a Piazza Cavour, lo chiamano il museo del sottosuolo.» Cave riambientate e cimeli storici fanno rivivere quegli attimi in cui la sirena suonava e tutti scappavano.

«Robby tu te li ricordi i racconti di nonna…io si e li ci voglio andare.»

«Io mi faccio coraggio e ti accompagno.»

«Napoli è proprio strana Ciro, è una città che vive per metà sotto terra e per metà alla luce del sole. E’ in continua antitesi con se stessa…per questo è così bella, la mia Napoli. Un attimo stai a Piazza del Plebiscito a fare il gioco dei cavalli e l’attimo dopo ti fanno scendere una chiocciola di scale…e più scendi e più dici…ecco qua mo inizia l’avventura nella Napoli sotterranea

Un viaggio in 2400 anni di storia…tutti raccolti in una città che nasce dal basso per emergere in tutto il suo splendore. Un percorso attraverso secoli di storia e di racconti… L’antico acquedotto romano, la stazione sismica “Arianna”, il museo della guerra.

«Ci fissavamo a guardare Ritorno al futuro…ti ricordi…ma a volte non serve la macchina del tempo per andare indietro negli anni…basta scendere a 40 metri di profondità.»

«A proposito di acquedotto Romano…ora dimenticavo di dirti una cosa: quando andiamo a Miseno a farci il bagno, dove andavamo da piccoli e dovevamo salire tutte quelle scale…»

«Mamma mia…che mi hai fatto ricordare. Stanchi e con le spalle che andavano a fuoco quella salita era una mazzata in fronte.»

«…quando andiamo ti devo portare a vedere un posto magnifico…eccezionale…bello a tal punto che gli hanno dato l’aggettivo mirabilis…pensa un poco.»

E’ la più grande cisterna romana di acqua potabile mai realizzata, 12 mila metri cubi di acqua, è  un monumento costruito in età augustea, uno splendore non solo dal punto di vista della bellezza ma anche sotto l’aspetto architettonico. E’ considerato il serbatoio terminale dell’acquedotto augusteo. Una perla mirabile.

«Uè, ma a proposito, ho visto su fb che l’altra sera drinkeggiavi dentro una cava di tufo… per un cooktail ti sei fatta passare la claustrofobia.»

«Non arrivare a conclusioni affrettate. La mia era una bevanda analcolica, altrimenti a casa come ci tornavo e poi ero andata a sentire musica jazz al tunnel borbonico…»

«Ahi si…ho sentito di questa cosa…ma cos’è un locale?»

«Per tutte le regge di Napoli…ma come un locale, sei scemo?»

«Il tunnel borbonico era un percorso di fuga che fece realizzare il Re Ferdinando. Serviva a lui e alla sua famiglia nonché alle truppe, per scappare, visto che il periodo non era dei migliori. Con il passare degli anni, nel corso della seconda guerra mondiale, venne poi utilizzato come rifugio e ricovero per poi essere adibito a Deposito Giudiziale Comunale, dove venivano conservati tutti i resti estratti dalle macerie per i bombardamenti subiti da Napoli. Grazie allo straordinario lavoro di un gruppo di geologi ora tutto questo è visibile e vivibile.»

«Comunque ti volevo dire una cosa…»

«Ti ricordi quando andavamo al borgo, con i piedi nell’acqua e mangiavamo il “cuoppo” fritto…tu mi dicevi che il castello ti faceva un po’ impressione…nel senso di imponenza.»

«hahaha…facevi bene ad avere timore perché anche lui non scampa alle leggende dei sotterranei.» La cella del coccodrillo è quella più conosciuta e forse anche la più temuta. «Si dice che i prigionieri destinati a morte per condanna, misteriosamente sparivano. Venivano, attraverso una botola, scaraventati nelle segrete stanze del castello e da li…si dice…che venissero divorati da un coccodrillo che se li portava in mare senza lasciare nessuna traccia…novella o realtà, tra tombe e cunicoli le segrete stanze mettono ancora un po’ impressione.»

«Uè devo staccare…»

 

«E’ venuto il fidanzatino…?»

 

«Si, scemo. A domani. Io non ho finito.»

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